Cos'è il CIN
Il CIN è un codice alfanumerico assegnato dal Ministero del Turismo che identifica in modo univoco, su tutto il territorio nazionale, le strutture ricettive e gli immobili destinati a locazione turistica o breve. È previsto dall'articolo 13-ter del D.L. 145/2023, convertito dalla legge 191/2023, e viene rilasciato attraverso la Banca dati nazionale delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o turistica (BDSR). La norma è entrata in vigore il 2 novembre 2024; il termine per adeguarsi è scaduto il 1° gennaio 2025.
Chi è obbligato a richiederlo
- I titolari delle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere: hotel, B&B, affittacamere, agriturismi, campeggi, ostelli, residence.
- Chi concede in locazione unità immobiliari per finalità turistiche, anche in forma non imprenditoriale.
- Chi effettua locazioni brevi ai sensi dell'art. 4 del D.L. 50/2017 (contratti fino a 30 giorni).
Il CIN è riferito alla singola struttura o alla singola unità immobiliare: chi gestisce più appartamenti deve avere un codice per ciascuno.
Come si ottiene
La richiesta si presenta sul portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it), accedendo con SPID o CIE. Dopo l'accesso il titolare visualizza le strutture già collegate al proprio codice fiscale, che il Ministero riceve dalle banche dati regionali, integra i dati mancanti, in particolare quelli catastali, e ottiene il codice. Se la struttura ha già un codice regionale (CIR), il sistema la ricodifica in automatico, ma l'accesso alla BDSR per verificare e completare i dati resta necessario.
Dove va esposto e indicato
La legge prevede due obblighi distinti. Il primo è l'esposizione all'esterno dello stabile in cui si trova la struttura o l'appartamento, accanto all'identificativo dell'immobile, nel rispetto degli eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici. Il secondo è l'indicazione del codice in ogni annuncio, ovunque pubblicato e comunicato: portali come Booking.com e Airbnb, sito della struttura, social, materiale stampato. L'obbligo di indicazione negli annunci vale anche per intermediari e portali.
CIN e CIR regionale
Molte Regioni avevano già introdotto un codice identificativo regionale (CIR). Il CIN non lo cancella: il CIR resta il codice di interscambio tra banca dati regionale e nazionale e, in alcune Regioni, continua a essere richiesto per gli adempimenti locali, per esempio per la registrazione sul portale dei flussi turistici. Negli annunci, però, dall'entrata in vigore della norma nazionale è il CIN a dover comparire.
Sanzioni
- Struttura o immobile privi di CIN: sanzione da 800 a 8.000 euro, in relazione alle dimensioni.
- Mancata esposizione o indicazione negli annunci: sanzione da 500 a 5.000 euro per ciascuna struttura o unità, con rimozione immediata dell'annuncio irregolare.
Dal periodo d'imposta 2025 il CIN va riportato anche nella dichiarazione dei redditi, nei quadri relativi ai redditi da locazione.
- Art. 13-ter del D.L. 145/2023, convertito dalla L. 191/2023
- BDSR — Banca dati nazionale delle strutture ricettive, Ministero del Turismo
- Avviso di entrata in funzione della BDSR, Gazzetta Ufficiale, Parte seconda n. 130 del 3 settembre 2024
